Misteri e Segreti Del XX secolo
  Elohim
 
Elohim (in ebraico: אֱלוֹהִים ,אלהים) è un plurale della parola "divinità" più correttamente significa in ebraico antico "coloro che sono venuti dal cielo" - Eloah (אלוה) - che ha suscitato non pochi interrogativi fra gli esegeti biblici a causa dell'evidente impianto monoteistico della Bibbia. Una delle possibili etimologie del termine lo vorrebbe composto dall'unione di due radici antiche: El e Hoa. Hoa sarebbe l'antica radice che indicava L'Essere Supremo, Colui che esiste di per sé, che non è generato ma ha vita in se stesso. Il prefisso El corrisponderebbe al nostro Colui, indicando la persona in senso astratto. "Colui che ha vita in sé" sarebbe quindi il significato del termine E-loha. Il termine Elohim, quindi, assumerebbe anche il senso di "Coloro che hanno vita in se stessi" cioè che sono la Fonte della Vita. Sono state proposte due possibili spiegazioni per la sopravvivenza del termine: la prima è che si tratti di un residuo lessicale di una eventuale fase politeistica della cultura ebraica. Elohim sarebbe il plurale di Eloha (si legge anche Alah e da qui deriva Allah cioè Dio, prima per i cristiani di lingua siriaca e poi per i musulmani ed i cristiani che poi assunsero la lingua araba) che trova la sua radice in El il dio vitello dei Cananei. La seconda spiegazione, indica il termine come una sorta di pluralis maiestatis teso ad esaltare ancor più la divinità una e unica del Testo Sacro (in ebraico, infatti, esiste la forma del plurale maiestatico-intensivoutilizzato per tutte le realtà costituite da parti), però alcuni studiosi non ritengono attendibile tale spiegazione poiché il verbo che segue è al singolare quando dovrebbe essere al plurale. Esiste in realtà un'ulteriore spiegazione che danno i Cristiani (forse la più logica per chi crede nella Trinità di Dio). Viene usato il termine in plurale perché Dio non è una singola persona, ma sono tre persone in una, Padre, Figlio e Spirito Santo. Ecco il perché della forma plurale usata in questo caso ed anche in molti altri punti della Bibbia. Numerosi i passi, nell'Antico Testamento, in cui è presente la forma plurale (anche come pronome):

« Dio disse: facciamo l'uomo, con la nostra immagine, a nostra somiglianza […] Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi »
(Genesi 1,26; 3,22
)

Il monoteismo ebraico indica con il termine Elohim figure molto diverse tra loro: gli Angeli della Corte Celeste (Salmo 138,1); esseri creati (Ebrei 1,5) e identificati come figli di Dio (Giobbe 1,6; 29,1; 89,7); esseri di natura non divina (Apocalisse 22,8/9). Alcuni studiosi di lingue antiche imputano questo uso non univoco del termine alla maggior semplicità della lingua ebraica rispetto a quella greca - nella quale vi è una netta distinzione tra il termine Angelo (ἄγγελoς) e il termine Dio (θεός).
 
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