Misteri e Segreti Del XX secolo
  Messaggio di Arecibo
 
Ad Arecibo, sulla costa Nord del Portorico, ricavato all’interno di una cavità naturale
nella roccia, è installato da oltre 30 anni il più grande radio-telescopio del mondo. La
superficie riflettente (specchio radio) è di 305 metri di diametro; è profondo 50 metri
e ricopre una superficie di circa venti acri. La superficie è composta da quasi 40.000
pannelli di alluminio perforati, ciascuno dei quali misura circa 0,9 per 1,8 metri,
sostenuti tramite una rete di cavi d'acciaio che scorrono al di sotto della cupola.
Quello di Arecibo è un riflettore sferico (non parabolico) e il suo formato gigante è
ciò che rende l' osservatorio puertoricano la più grande antenna focalizzante curvata
sul pianeta, e il radiotelescopio più sensibile del mondo. E’ dotato di un trasmettitore
potentissimo, che viene anche utilizzato dall’Università di Cornell e dal governo
americano per studiare lo spazio lontano.
Centoquaranta metri sopra il riflettore troneggia la piattaforma di 900
tonnellate che regge le enormi antenne. Simile nel disegno ad un ponticello, è tenuta
in aria da diciotto cavi, che sollevati da tre torri, sono ancorati ad altrettanti blocchi di
cemento. Il sistema di fissaggio è resistente quanto funzionale, e permette la
registrazione dell' altezza e dell’angolo della piattaforma con precisione millimetrica.
Appena sotto la struttura triangolare della piattaforma superiore vi è un binario
circolare su cui gira il braccio di azimut. Il braccio di azimut è una struttura a forma
di arco lunga 100 metri. La parte curvata del braccio comprende un altro binario, su
cui sono posizionati un carrello scorrevole e una sorta di cupola per la ricezione di
particolari frequenze che possono essere posizionati dovunque fino a venti gradi dalla
verticale. Appese sotto la base del carrello vi sono varie antenne lineari ciascuna
sintonizzata su una banda stretta di frequenze. Queste antenne guardano verso il
basso e sono progettate specialmente per il riflettore sferico. Un totale di 26 motori
elettrici gestisce la piattaforma, permettendo di spostare l' azimut, il carrello e la
cupola in ogni posizione con precisione millimetrica.




Frank Drake (all’epoca direttore dell’osservatorio) e Carl Sagan, ritenevano
che l’essere umano fosse probabilmente solo nell’universo, non tanto perché non ci
fosse vita altrove, bensì perché questa vita sarebbe stata talmente lontana da non
poter entrare in contatto con noi, e probabilmente nessuna civiltà potrebbe vivere
abbastanza a lungo da coprire questo enorme spazio.
Fu così che il pomeriggio del 16 dicembre 1974 – essendo stato anche da poco
potenziato il telescopio di Arecibo - il SETI (Search for Extra-Terrestrial
Intelligence) decise di utilizzare questo imponente ed avanzatissimo radio-telescopio
per inviare un messaggio in codice binario verso lo spazio. Si festeggiava così il
potenziamento del telescopio, lo si inaugurava, e si metteva in un certo senso alla
prova l’assunzione di Drake e Salgan, i quali furono i primi artefici del contenuto del
messaggio di Arecibo.
Le onde elettromagnetiche inviate da Arecibo avevano una intensità
impressionante. L'invio del messaggio ha richiesto tre minuti, ed è stato effettuato
una sola volta. Il messaggio è stato codificato tramite il semplice spostamento del
segnale fra due frequenze, poste nella banda dei 2.380 MHz, variando la frequenza di
trasmissione di 10 Hz (tecnica FSK), per indicare il valore (1 o 0) di ciascun bit, e
consisteva in 1679 impulsi di codice binario (zero ed uno).
Il fascio di onde elettromagnetiche inviate copriva una piccola parte di cielo,
essendo indirizzato precisamente – attraverso la Via Lattea - verso un ammasso
globulare di stelle chiamato M13, a circa 23.000 anni luce da noi, nella costellazione
di Ercole, e comprendente centinaia di migliaia di stelle.




La comunicazione effettuata in questo modo, nella migliore delle ipotesi,
avrebbe potuto ricevere risposta soltanto dopo diversi secoli, perché tanto è il tempo
che ci vuole prima che il segnale di Arecibo possa fisicamente raggiungere
l’ammasso M13.
Il fascio di trasmissione di Arecibo aveva una ampiezza di circa 2 minuti
d'arco, che equivale più o meno ad 1/15 del diametro della luna piena. È un fascio –
come detto - estremamente stretto. La possibilità che questo fascio colpisca altri
Pianeti sulla sua traiettoria è secondo gli scienziati estremamente bassa, praticamente
trascurabile. Vedremo che questo aspetto del problema è di una certa importanza, ma
prima occupiamoci di capire cosa era scritto in questo messaggio inviato verso lo
spazio profondo.
Ebbene nel messaggio erano contenute delle informazioni essenziali sulla Terra
e sull’essere umano, una sorta di biglietto da visita che il terrestre porge all’eventuale
abitante sconosciuto dello spazio extra-terrestre. Vi era dunque il nostro indirizzo
(quello cioè della Terra, relativamente al sistema solare), la nostra foto (cioè la
descrizione stilizzata di un uomo) e quella del telescopio utilizzato per inviare il
messaggio; infine qualcosa sugli elementi più diffusi sul nostro pianeta (carbonio,
idrogeno, ossigeno, azoto, fosforo) e qualcosa riguardo la nostra struttura biologica (il
DNA e qualche elemento costitutivo della nostra biochimica).
Il tutto attraverso codice binario, ovvero numeri primi.



In alto c’è dunque la rappresentazione binaria da 1 a 10, o meglio la
definizione del sistema di calcolo dei numeri binari. Per comprendere questo sistema
banalmente possiamo contare come faremmo normalmente, ma escludendo qualsiasi
numero che non sia zero o uno. Pertanto non conteremo 1,2,3,4 ecc bensì
1,10,11,100,100 ecc..
Questa parte del messaggio è stata trasmessa per prima, e dovrebbe costituire
senza dubbio l’inizio del messaggio (infatti svela il linguaggio o codice in cui il
messaggio è trasmesso, fornendo la chiave di interpretazione dello stesso).
La sezione successiva contiene i valori binari 1, 6, 7, 8 e 15, che indicano i
numeri atomici degli elementi primari della vita sulla Terra: idrogeno, carbonio,
azoto, ossigeno e fosforo.


Insieme sono indicate le formule degli zuccheri e delle basi nei nucleotidi del
nostro DNA. Alcune voci secondo cui erano stati introdotti di proposito degli errori al
fine di smascherare dei possibili falsari risulta infondata, poiché il codice è esatto.



Poi la rappresentazione della doppia spirale dell’acido desossiribonucleico (DNA). La formula chimica per le componenti molecolari del DNA può essere
rappresentato come in figura qui sotto.



Sotto all’indicazione chimica del DNA c’è una rappresentazione della sua
struttura a doppia elica. Al centro delle 2 eliche abbiamo un numero a 32 bit,
orientato lungo l’asse dell’elica, per suggerire che il suo scopo è comunicare la
dimensione complessiva delle molecole: tre bilioni, è approssimativamente il numero
di nucleotidi presenti nel genoma umano.




Sotto al DNA abbiamo una stereotipizzazione del corpo umano, con due
braccia e due gambe.




A sinistra dell’immagine umana è il numero binario 1110 (rappresenta il 14)
scritto al centro della barra di sinistra, che è alta come l’immagine dell’uomo. La
barra suggerirebbe che quel numero fornisca la dimensione della figura. Ma in quale
unità di misura? Presupponendo che il destinatario del messaggio conosca la
lunghezza d’onda con la quale il messaggio viene ricevuto (in unità di lunghezza
d’onda…”waveleght units” = 12,6 centimetri) ciò fornisce una scala di misura.
Quattordici di queste unità di misura sono 176 cm, cioè orientativamente l’altezza
media dell’uomo.
A destra dell’immagine umana invece è un altro numero a 32 bit, stavolta il
valore binario della popolazione terrestre (che tradotto significa circa 4,29 bilioni di
persone – stima della popolazione mondiale nel 1974).
A questo punto occorre una precisazione. Molti disegni, reperibili in internet
ma anche su libri e carta stampata, riportano queste ultime 2 informazioni in modo
inverso, cioè l’altezza media a destra e la popolazione a sinistra.
La stessa cosa accade – come vedremo – per la rappresentazione grafica dell’antenna,
che molti riportano riflessa orizzontalmente rispetto alla traduzione grafica
“letterale”.
La sezione successiva è una rappresentazione semplificata del nostro sistema
solare, che mostra il Sole e 9 Pianeti, sommariamente indicandone le dimensioni. La
Terra è spostata direttamente sotto la figura dell’uomo ed è scalata in alto rispetto alle
altre, evidenziando in questo modo che si tratta del pianeta su cui viviamo,e da cui è
stato inviato il messaggio.




L’ultima sezione indica l’origine specifica del messaggio stesso: il
radiotelescopio di Arecibo, e il suo diametro indicato in un numero binario in basso
(100101111110. che – secondo la stessa logica di prima – significa 306 metri).




Vediamo di capire ancora di più di questo messaggio e della modalità con cui è stato
inviato. Abbiamo detto che sono stati inviati 1679 impulsi, e la ragione di questo
numero risiede nel fatto che 1679 è l’unico prodotto di due numeri primi: 23 e 73. Si
presume che una forma di vita dotata di intelligenza non dovrebbe ignorare delle
costruzioni universali e univoche come gli elementi chimici, le frequenze, il codice
binario, ed i numeri primi (mentre potrebbe facilmente ignorare delle costruzioni
appartenenti al sistema umano, come le unità di misura).
Se dovessimo trasferire in una griglia questo segnale, basato appunto sui
numeri primi 23 e 73, ciò potrebbe essere fatto solamente in un modo: una matrice di
23 per 73 riquadri.





Il codice binario originario è invece mostrato nella figura 1 , qui sotto.




La matrice comprensiva dell’intero codice binario (fig.1), può essere graficamente
rappresentata come nella figura qui sotto




Infatti convertendo gli “1” in quadratini neri e gli “0” in quadratini bianchi, si ha
l’immagine (figura 3) del messaggio di Arecibo.





La traduzione letterale del messaggio è rappresentata in alto sulla sinistra (e nel
grafico sotto), mentre l’immagine di destra è riflessa orizzontalmente (e molti testi la
riportano così).
Il fatto che esistano due grafici e due diversi modi di “disegnare” il messaggio
di Arecibo (che variano come visto riflettendo orizzontalmente le informazioni
relative all’altezza media dell’uomo, alla popolazione media delle Terra, alla
dimensione del radio-telescopio) fortunatamente non inficia i successivi
ragionamenti, perché in ogni caso il codice binario resta inalterato (il messaggio in
codice binario è uno solo, mentre i grafici sono la trasposizione in figura di quel
codice). E’ possibile che sia stata semplicemente girata la pellicola contenente il
messaggio (nel 1974 si stampava ancora utilizzando le pellicole fotografiche),
inducendo molti all’errore. Il tanto discutere su questo fatto è dovuto al fatto che –
come vedremo – il crop circle di Chilbolton risponderebbe al messaggio “riflesso
orizzontalmente” (cioè quello che si legge da destra verso sinistra, e pubblicato su
molti libri). Tuttavia, per chiudere una polemica che è forse sterile, è il caso di
precisare che il messaggio di Arecibo è stato inviato in sequenza lineare, un bit dietro
l’altro. In altre parole non aveva un senso di marcia da destra a sinistra o viceversa.
Come sia stato recepito, ricevuto e interpretato da eventuali ascoltatori è dunque una
questione che riguarda appunto i ricettori, i destinatari, più che il mittente.
Comunque limitiamoci a considerare come ufficiale il grafico che riportiamo qui
sotto.
 
 
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